Operazioni a premi

FAQ

Nel caso aveste ulteriori domande, vi invitiamo a contattarci attraverso il Form di contatto oppure chiamando direttamente in azienda.

Non esiste un albo delle agenzie di promozione. Per valutare l’affidabilità di un’agenzia i principali parametri possono essere:

  • l’elenco dei clienti, verificandone possibilmente l’attendibilità contattando quelli da Voi conosciuti, chiedendo all’agenzia dettagli su alcune manifestazioni effettuate e, se possibile, referenze; (cliccando si va su Elenco Clienti del sito principale)

  • la conoscenza immediata delle norme sulle manifestazioni a premio (operazioni e concorsi), del Codice sulla Privacy e della disciplina fiscale;

  • la chiarezza e la concretezza dei contenuti del sito internet;

  • la disponibilità a predisporre un’offerta gratuita personalizzata per le Vs. esigenze;

  • la disponibilità a contattare i funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico per chiarimenti.

Ad occuparsi della materia è la Divisione delle Manifestazioni a Premio (XIX) della Direzione Generale mercato, concorrenza, consumatore, vigilanza e normativa tecnica.

Il Ministero dello Sviluppo Economico svolge un controllo, sulle manifestazioni in essere, a campione o su segnalazione di terzi. Se ritiene che possano sussistere violazioni della fede pubblica od elusione del monopolio statale dei giochi e delle scommesse o turbative della concorrenza o promozioni di beni per cui è previsto il divieto, il Ministero lo comunica all’azienda e le dà 15 giorni per presentare le argomentazioni a difesa e le modifiche per rimuovere le violazioni. Il Ministero, se non riterrà valide le argomentazioni o le modifiche, disporrà la cessazione della manifestazione entro 60 giorni.

Si, devono avere un rappresentante fiscale. Se non ce l’hanno possono nominare rappresentante fiscale l’agenzia di promozione.

Le manifestazioni possono avere l’obiettivo di incentivare le seguenti categorie: clienti (rivenditori, intermediari, concessionari, utilizzatori finali, consumatori), collaboratori (agenti, venditori) e dipendenti.
Le diverse categorie sono soggette a diversi trattamenti fiscali.

Nel concorso a premio l’assegnazione dei premi dipende dalla sorte; da un congegno o da un programma; dall’abilità dei concorrenti chiamati ad esprimere giudizi o pronostici relativi a manifestazioni sportive, letterarie, culturali o a rispondere a quesiti o ad eseguire lavori; dall’abilità dei concorrenti ad adempiere per primi alle condizioni stabilite dal regolamento della manifestazione: quindi solo alcuni dei partecipanti si aggiudicheranno i premi in palio.
Invece nell’operazione a premio si offrono premi a tutti coloro che acquistano o vendono un determinato bene o servizio oppure un determinato quantitativo di beni o di servizi: quindi tutti i partecipanti hanno la possibilità di aggiudicarsi i premi in palio. I premi possono essere assegnati anche a soggetti diversi da coloro che acquistano il bene o servizio promozionato.

In un concorso i premi messi in palio sono consegnati agli aventi diritto entro il termine di sei mesi dall’individuazione dei vincitori.
In un’operazione i premi vanno consegnati agli aventi diritto entro sei mesi dal momento della richiesta. Noi consegniamo oltre il 90% dei premi entro 3 giorni e mai oltre 30 giorni.

Il D.P.R. n. 430/2001 ha abolito l’Autorizzazione Ministeriale. Le procedure sono parzialmente diverse per le operazioni e per i concorsi: per le operazioni a premio vi è solo l’obbligo di compilare e conservare, presso la sede dell’azienda promotrice, il regolamento autocertificato con dichiarazione sostitutiva di atto notorio, mentre al Ministero va inviata la cauzione, per ottenere la quale sono sufficienti pochi giorni, massimo una settimana; per i concorsi a premio occorre inviare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico almeno 30 giorni prima della data di inizio, compilando un modello predisposto dal Ministero, al quale vanno allegati il regolamento e la cauzione. Sono quindi necessarie ca. 3 settimane compreso il tempo per la cauzione. Ovviamente possiamo occuparci noi di tutte le pratiche.

La cauzione deve essere a favore del Ministero dello Sviluppo Economico e, siccome deve garantire il fatto che i premiati ricevano effettivamente i premi, deve durare 12 mesi dal termine dell’operazione a premi o 180 giorni dalla trasmissione al Ministero del verbale di chiusura del concorso. La cauzione può essere prestata in tre diverse modalità:

  • mediante deposito in denaro o titoli presso la Tesoreria provinciale dello Stato

  • mediante fideiussione bancaria in bollo con autentica della firma del fideiussore

  • mediante polizza fideiussoria in bollo con autentica della firma del fideiussore

Possiamo occuparcene noi oppure fornirvi tutte le informazioni utili per richiederla al Vs. assicuratore di fiducia

Per le operazioni a premio la cauzione è pari al 20% del montepremi previsto, ma è esclusa quando il premio è corrisposto unitamente al prodotto o servizio promozionato. Il montepremi previsto si calcola in base al valore dei premi in palio ed al numero di vincitori previsto, calcolo che comunque faremo noi. Per i concorsi la cauzione è pari al 100% del valore dei premi in palio. Il valore unitario dei premi in palio non corrisponde al costo, deve invece avere come riferimento il valore indicativo di mercato al netto delle imposte. Anche la quantificazione del valore unitario rientra tra le nostre competenze. L’azienda promotrice deve dare la cauzione anche se dispone già dei premi.

Il soggetto delegato è un’agenzia di promozione alla quale poter delegare la gestione di una manifestazione a premi e presso la quale poter domiciliare pratiche e documenti.
Il soggetto delegato può anche prestare la cauzione. Non esiste un albo delle agenzie di promomozione/pubblicità delegabili.

Il regolamento, che in caso di operazione a premio va tenuto presso la sede del promotore ed in caso di concorso va inviato al Ministero, deve riportare i dati del promotore, la durata, l’area in cui si svolgerà la manifestazione, i soggetti cui è rivolta, le modalità necessarie per partecipare ed avere diritto ai premi, la descrizione ed il valore dei singoli premi messi in palio, le modalità ed i tempi di consegna, e, per i concorsi, le ONLUS alle quali verranno omaggiati i premi che non saranno stati assegnati.

No, ma in tal caso vi deve essere indicato dove il regolamento è consultabile. Comunque il materiale promozionale deve riportare almeno le condizioni di partecipazione, la durata della manifestazione e, per i concorsi a premio, il valore complessivo dei premi in palio.

L’impresa sceglie attraverso quali canali pubblicizzare la manifestazione.  Sulle comunicazioni che pubblicizzano la manifestazione deve essere indicato dove è consultabile il regolamento, che deve corrispondere fedelmente a quello inviato al Ministero (per i concorsi) e/o conservato presso il promotore (per le operazioni a premio).
No. Non possono essere messi in palio premi che consistano in denaro, titoli di prestito pubblici e privati, titoli azionari, quote di capitale societario e dei fondi comuni di investimento, polizze di assicurazioni sulla vita.

Non è consentito lo svolgimento di manifestazioni a premio, quando:

  • Il loro congegno non garantisce la pubblica fede e la parità di trattamento e di opportunità per tutti i partecipanti, in quanto consente al soggetto promotore o a terzi di influenzare l’individuazione dei vincitori oppure rende illusoria la partecipazione alla manifestazione stessa.

  • Vi è elusione del monopolio statale dei giochi e delle scommesse per la mancanza di reali scopi promozionali. Questo accade quando per partecipare alla manifestazione si deve pagare un importo superiore al valore del bene promozionato.

  • Vi è turbamento della concorrenza e del mercato in relazione ai principi comunitari

  • Si promozionano prodotti per i quali sussistono divieti o limitazioni alla pubblicità o altre forme di comunicazione commerciale

  • Sono violate le disposizioni del DPR 26/10/2001, n. 430, ad eccezione di quelle relative all’invio della documentazione

La distribuzione di volantini pubblicitari contenenti un buono sconto di importo certo, se non è collegata all’acquisto di altri prodotti o servizi, costituisce una mera facilitazione all’acquisto e non un’operazione a premio (R.M. 4 luglio 2000, n. 104/E)

Certamente, anzi, se lo sconto è su prodotti o servizi dello stesso genere di quelli promozionati non si deve neanche organizzare una manifestazione a premio. L’unico problema è che spesso gli sconti non sono considerati premi attraenti dai destinatari e quindi non fanno incrementare le vendite.
E’ permesso ma il contributo non deve essere superiore al 75% del costo del prodotto o del servizio. In pratica il premio è uno sconto dato dalla differenza tra il valore di mercato ed il contributo che viene richiesto. Nel caso il contributo richiesto fosse superiore al 75% del costo, si verificherebbe una manifestazione vietata ai sensi del successivo art. 8, lett. e) del DPR 26/10/2001, n. 430, cui sarebbe applicabile la sanzione di cui all’art. 124 del R.D.L. n. 1933/1938.

Assolutamente no, salvo le ordinarie spese di spedizione o telefoniche (o di invio di SMS) necessarie ai fini della partecipazione. Far pagare per partecipare si configurerebbe come elusione del monopolio statale dei giochi e delle scommesse.

No. Il costo per partecipare o per avere i premi non può essere superiore rispetto alle normali tariffe telefoniche. Infatti noi abbiamo due numeri verdi gratuiti a disposizione dei partecipanti.

Si, ma solo le organizzazioni rappresentative dell’associazionismo economico tra imprese, costituite esclusivamente sotto forma di consorzi e società cooperative.
Certamente, ciò avviene quando più imprese promuovono la vendita di determinati prodotti e/o servizi. In tal caso le imprese sono responsabili in solido per la corretta consegna dei premi agli aventi diritto e per il pagamento di eventuali sanzioni.

Il termine massimo di durata di un concorso a premio è di un anno, decorrente dalla data di inizio (che coincide con il giorno a partire dal quale viene fatta pubblicità all’iniziativa) con termine il giorno di individuazione dei vincitori.

Il termine massimo di durata di un’operazione a premio è di 5 anni, decorrenti dalla data di inizio (che coincide con il giorno a partire dal quale viene fatta pubblicità all’iniziativa) con termine il giorno in cui viene richiesto il premio dall’ultimo tra coloro che ne ha diritto.

Per l’assegnazione dei premi e al termine del concorso l’impresa deve richiedere l’intervento di un notaio oppure di un funzionario della Camera di Commercio territorialmente competente, nominato responsabile della fede pubblica, per la redazione dei verbali secondo le modalità di cui all’art. 9 del D.P.R. n. 430/2001. Spetta alle imprese trasmettere al Ministero i verbali di chiusura.
Ovviamente possiamo occuparci noi di tutte le pratiche.

No. Al termine dell’operazione l’impresa deve trasmettere al Ministero una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con firma autenticata del legale rappresentante, a mezzo della quale si dichiari che l’operazione a premio si è conclusa regolarmente e che tutti i premi sono stati consegnati agli aventi diritto entro i termini. Alla dichiarazione va allegata la copia di un valido documento di identità del sottoscrittore. Ovviamente possiamo occuparci noi di tutte le pratiche.

L’art. 9, c. 1 del DPR 430/2001 recita: “nei concorsi a premio ogni fase dell’assegnazione dei premi è effettuata…. alla presenza di un notaio o del funzionario responsabile della tutela del consumatore e della fede pubblica … “. Però lo stesso art.9 prevede la possibilità di assegnare i premi tramite congegni che richiedano “particolari conoscenze tecniche” o “l’inserimento di tagliandi …vincenti tra quelli non vincenti” e prescrive che siano effettuate con particolari modalità. Ne consegue che in questi casi, non essendo materialmente possibile la presenza di chicchessia al momento dell’assegnazione, il notaio, od il funzionario, potranno non essere presenti. Dovranno però redigere il verbale di chiusura e, in tale occasione, valutare che siano state rispettate le prescrizioni previste dall’art.9 per le assegnazioni effettuate tramite congegni o tagliandi tipo “gratta e vinci”.
L’art. 9 del DPR 430/2001 dispone che, se il congegno utilizzato per l’assegnazione dei premi richiede particolari conoscenze tecniche, sia effettuata una perizia da un esperto qualificato. Questo quindi vale per le assegnazioni tramite SMS, telefono, web e tutte quelle che utilizzano un programma che estragga a sorte i vincitori o semplicemente verifichi che il codice immesso dal partecipante sia, o meno, vincente.
In questo caso i soggetti promotori devono fare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti che i tagliandi, vincenti e non, sono mescolati in conformità a quanto previsto dal regolamento.
Per consentire ai consumatori di poter partecipare fino alla data prevista dal regolamento si dovranno stampare altri tagliandi, vincenti e non vincenti, nelle stesse proporzioni e con gli stessi premi di quelli in esaurimento. Occorrerà quindi aumentare il montepremi e la relativa cauzione.

Si. Però il codice non deve essere leggibile da chi non possiede il prodotto, ad es. deve essere stampato all’interno della confezione, o sotto il coperchio. Metterlo all’esterno con una vernice “gratta e vinci” è possibile ma non esclude che possa essere letto da chi non possiede il prodotto

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